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"Mi son preso la briga"
  di Seve Scassa

 

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Seve Scassa su "Mi son preso la briga", 8a Foto ©Cristina Ferrero
Lorenzo De Bonis su "L'Esclave", 8a+ Foto ©Cristina Ferrero

Febbraio 2012

LINEE STORTE

Sono ormai più di vent'anni che attrezzo vie.
Non è il mio lavoro, chiodo per passione e per il piacere di scoprire nuove linee.
Ho sempre cercato di seguire la conformazione della roccia, più o meno lavorata.
Ho sempre cercato di non forzare le vie, di non chiodarle troppo vicine tra di loro e di lasciare le falesie spaziose.
Non amo le vie troppo ravvicinate, tanto meno le linee forzate, tirate diritte solo per fare più tiri possibili, chiodate ad un metro l'una dall'altra e con appigli, chiodi e sosta in comune.
Le falesie di qualità sono quelle con poche vie ma belle, distanti tra loro, senza varianti né connessioni che complicano solo la vita agli scalatori forestieri.
Non ho mai voluto rovinare linee prestigiose con inutili varianti, solo per regalarmi una via in più o mezzo grado in più con poco sforzo.
Sono favorevole alle connessioni, ma possibilmente senza aggiungere chiodi o al massimo uno, sempre cercando di non rovinare la via principale.
Mi succede spesso che per riuscire a vedere la linea di una via nuova devo tornare in quella falesia almeno un paio di volte. E capita di scorgere linee che mi erano sfuggite, anche dopo anni di frequentazione della stessa falesia.
Mi stupisce che dopo così tanto tempo sono ancora riuscito a scovare nuove linee così belle a mezz'ora da casa.
Mi stupisce ancora di più il fatto che nessun altro le abbia viste, ma che siano state notate solo a lavori iniziati. Solo dopo che ho iniziato a chiodare le prime vie, vengono notate e chiodate con prepotenza nuove linee in mezzo alle mie. Impedendomi così di ultimare il lavoro iniziato.
Penso che questo sia il segreto del successo che ormai da vent'anni hanno le mie vie. Tutt'ora d' attualità, provate, segnate, sporcate, martellate, spaccate, criticate e apprezzate da pochi…

Nascono così due nuove linee e proprio di belle linee si parla.
La prima è un progetto iniziato da Ernesto d'Angelo nell' estate 2011. Partito dal basso su una bella prua strapiombante, a circa metà via si accorge di essersi perso su alcuni metri senza appigli e decide di continuare fino alla fine, ma ormai demotivato pianta due tasselli e senza mettere neanche la sosta, si cala.
La via rimane lì per alcuni mesi, anche perché è impossibile provarla in estate, troppo caldo!
Quest'inverno, con il consenso di Nestu e il clima favorevole, decido di provare il progetto.
Dapprima metto la sosta, poi, calandomi, intuisco una serie di prese alcuni metri a sinistra dei fix di Nestu. Decido così di spostare i tasselli verso sinistra ed ecco che trovo tutta la giusta sequenza di prese.
Perdo poi ancora un giorno per pulirla da terra e prese instabili, ancoro un masso pericolante ed in pochi tentativi realizzo la prima salita di "Mi son preso la Briga".
Una briga che ha dato non poco lavoro... ma alla fine mi ha donato la soddisfazione di una bella linea!
Questo dimostra che tante volte si chiodano le vie dritte e poi se non ci sono gli appigli lì si scavano perché ormai la via è stata chiodata. Io, pur di trovare una linea naturale, ho preferito rifare per metà il lavoro, ribattendo alcuni tasselli e piantandone altri nuovi…

Nel frattempo, pochi metri alla mia destra vedo partire dal basso ed armato di trapano Lorenzo. Avevo già individuato che potesse uscire una bella linea in quella zona, ma l' ho voluto lasciar fare per vedere se anche lui l' avesse vista.
La mia fiducia è stata premiata! Lorenzo ha seguito esattamente la linea che avrei seguito io: un magnifico arco che traversa verso destra con canne, buchi e piatti, il tutto naturale.
Il giovane dopo un po' di tentativi riesce a liberarla l'ultimo giorno dell'anno e la battezza "l'Esclave".
È la prima bella via che un amico ha chiodato in tutti questi anni (escluse quelle di Pianbernardo). Una via che avrei chiodato io ma, una volta tanto, un amico mi ha risparmiato il lavoro!
 

SCHEDA TECNICA di Severino Scassa

Nome: "Mi son preso la briga"
Grado: 8a
Numero movimenti: 50 escluso lo zoccolo iniziale
Numero rinvii: 14
Chiodatura: Iniziata da Ernesto D'Angelo nell'estate 2011. Riveduta e pulita da Seve Scassa nel dicembre 2011.
Ho aggiunto la sosta, spostato tutti i tasselli nella seconda parte e pulito l'intera via.
Ho utilizzato tasselli fix da 10 mm, placchette e sosta Fixe
Lunghezza: 30 metri
Prima libera: Seve Scassa 5 Gennaio 2012
Descrizione: Bellissima prua strapiombante su ottima roccia con una prima parte impegnativa, poi una sezione di resistenza e subito dopo un piccolo movimento di blocco. Segue poi una parte su un bel muro meno impegnativo ma molto aereo.

SCHEDA TECNICA di Lorenzo De Bonis

Nome: "L’ESCLAVE"
Grado: 8a+
Numero movimenti: 48 circa
Numero rinvii: 8
Chiodatura: Attrezzata da Lorenzo De Bonis il 12 Giugno 2011 con
tasselli HILTI e plachette Fixe da 10mm. Sosta Fixe.
Lunghezza: 20 Metri
Prima libera: Lorenzo De Bonis il 31 Dicembre 2011
Descrizione: Via di resistenza su canne e buchi, con serie di bloccaggi duri.
Segue l’arco della grotta verso destra e si ribalta su placca finale.
 

 

A Big Endonn vengo verde per colpa della rossa…
di Seve

Andonno



A Big Endonn vengo verde per colpa della rossa…

Era da qualche anno che non tornavo ad arrampicare ad Andonno, nonostante mi mancasse ancora qualche tiro da fare qua e là.
In questo periodo, grazie al clima favorevole ed alle condizioni perfette della roccia, ho deciso di tornare a fare due tiri con Nestu ed alcuni amici.

Il primo è stato BIG ENDONN, un tiro di 7c chiodato qualche anno fa nel settore centrale da L. Viale.
Una bella via di resistenza su calcare ben lavorato e ricco di canne e pinze.
L’ ho salita a vista grazie anche al tifo di Nestu e Patrick che mi hanno sorretto.

E’ stato poi il turno di VENGO VERDE, 7c chiodato nel settore centrale da Ernesto D’Angelo all’ inizio degli anni novanta e poi ripreso sempre da Nestu nell’ estate 2011 per essere richiodato, pulito e liberato.
Classica via anni novanta con un paio di blocchi, sezioni aleatorie ed un muro complicato da leggere.
Aiutato dal fatto di aver scalato una vita ad Andonno, e quindi di conoscere ogni segreto di questo calcare, l’ ho salita a vista.

Qualche giorno dopo sono tornato con una certa emozione all’ Anfiteatro.
Qui Ernesto D’Angelo, a sinistra di Marocchino, ha chiodato nell’ autunno COLPA DELLA ROSSA, bella linea di arrampicata varia su tacche e buchetti ma ancora da pulire bene.
Anche quest’ ultima l’ ho salita a vista, questa volta grazie alle prese ben marcate come va di moda adesso…
Valutata 7c+, ma secondo me 7c, sarà presto un’ altra classica di Andonno per colpa della rossa!

Seve
 

  

Reportage da La Brigue
di Monica Bottero

 

Seve Scassa on "L’amickael"



“Ciao Seve,

mi ha risposto Laurent (Cilia), contento del fatto che tu abbia sistemato la via. L'aveva lasciata ai suoi "amici" di Tenda, prima di trasferirsi in Colorado, ma questi non hanno terminato il lavoro, abbandonando la via così come era successo due anni fa alla falesia”.
Già in altre occasioni mi è capitato di dire o di scrivere che dietro a una via non c'è solo una fila di chiodi, come pensano in tanti. Non c'è la voglia di farsi conoscere, o per lo meno non ci dovrebbe essere, a meno che il significato della chiodatura venga travisato. Chi la pensa così, a mio modo di vedere, non ha capito. Dietro c'è una sorta di ricerca, di scoperta, di svelamento e ricchezza. Dietro c’è sempre una storia che riempie il cuore, quel cuore tante volte così vuoto di significato.
La via in questione è L’amickael. Gioco di parole. Crasi di “ami e Mickael”, personificazione e unione dell’amicizia in quella persona, oppure semplice dedica di una linea a “l’ami Mickael”, l’amico guida alpina scomparso in montagna (Michaël Boulet, Mika) .
Due anni fa li abbiamo incontrati, Seve ed io, la prima volta che siamo saliti a La Grotte. Seve stava scrivendo la guida delle falesie del cuneese e avevamo contattato tutti i chiodatori per ragguagli, informazioni o aggiornamenti. Ci avevano così invitati all’”inaugurazione” dei settori nuovi, Les Balcons e La Grotte appunto. Avevamo così conosciuto Laurent e Michaël.
Il tempo è poi trascorso veloce, sono passati due anni e tante cose non sono più come prima. La chiodatura è però continuata. La falesia ha visto nascere itinerari molto belli, oltre a quelli già chiodati da Patrice Glairon Rappaz e amici. Quasi inutile accennare a Severance, uno degli itinerari più amati e ambiti degli ultimi due anni della zona del cuneese.
Altre persone si sono nel frattempo ingaggiate nell’apertura di nuovi itinerari, quasi una nuova corsa all’oro in una falesia che in fondo è stata sotto gli occhi di tutti per decine d’anni.
L’amickael ha però un significato speciale. A Laurent interessava particolarmente che Seve portasse a termine il suo lavoro, avendo Seve già sistemato alcune vie rimaste incompiute da Patrice. E così in questo strano inverno privo di neve e molto assolato, Seve ha pulito l’itinerario, spostando alcuni spit e aggiungendo una catena a metà via, laddove lo stile cambia da verticale e tecnico, a fisico di continuità. La roccia, superfluo a dirsi, è splendida. La via adesso è pronta per le ripetizioni.



SCHEDA TECNICA di Severino Scassa

Nome: Amickael
Grado: 7a+ alla prima sosta e 7c+ alla vetta
Numero movimenti: 45 nella prima parte e 90 in totale
Numero rinvii: 8 nella prima parte e 14 in totale, sosta esclusa
Chiodatura: Laurent Cilia e amici nell'autunno 2009. Riveduta, corretta e pulita da Seve Scassa nel Dicembre 2011.
E' stato alzato il primo fix, abbassato il sesto, aggiunto un fix e catena all'ottavo.
Nella seconda parte sono stati spostati l'undicesimo e dodicesimo fix per allinearli con gli altri e così ridurre al minimo il tiraggio della corda.
Tasselli fix da 10mm e qualche fix da 12mm con placchette Faders. Sosta Fixe
Lunghezza : 35 metri
Prima libera: Seve Scassa il 29 Dicembre 2011
Descrizione : Magnifica via stile Rodellar, meno unta e senza la coda di scalatori alla base. La lunghezza propone una prima parte verticale e una seconda parte strapiombante fisica in traverso verso sinistra, con sezioni impegnative alternate da buoni riposi.
La via passa accanto ad un paio di ginepri secolari che non ho voluto tagliare e non sono da considerarsi degli appigli !!!

 

 

 

Aria fresca 'L Coup
di Lorenzo De Bonis, 22 Dicembre 2011


   
Seve Scassa

 

Quest' autunno al “'L COUP 'D ROURE”, Seve (ndr Severino Scassa), calandosi da CRISI dopo averla ripetuta a vista, nota alla sua sinistra una bellissima linea già chiodata a placchette Camp di colore fucsia stile anni ‘90, molto strapiombante e sconosciuta alle guide cartacee e digitali del nostro cuneese.
Preso dalla sua solita e geniale avanguardia si interessa subito alla via, che, per altro, di queste inclinazioni, la nostra zona ne è particolarmente scarsa.
Ha contattato, prima di fare qualsiasi cosa, Renato Simondi (Renè), il guru della falesia, venendo così a scoprire che la via è stata la prima creazione del Coup ‘d Roure aperta inizialmente in artificiale negli anni settanta da Romeo Isaia e Guido Ghigo,  e poi richiodata da Renè circa una quindicina di anni fa. Progetto cominciato e abbandonato qualche tempo dopo per rimanere cosi fino ad oggi, o meglio fino a quest’autunno.
Con la “benedizione” di Renato, Seve ottiene il permesso di mettersi all’ opera sulla sua via, assieme alla mia collaborazione. Grande pulizia, grandi bestemmie e un leggero arrangiamento alla chiodatura. Abbiamo abbassato la sosta di qualche metro per via di una lama enorme e pericolante proprio sulla linea dell’itinerario che con gli anni, probabilmente, si è distanziata dalla roccia diventando pericolosa in caso di utilizzo.
Inutile il disgaggiamento, sarebbe stato pericoloso per il sentiero che si trova proprio sotto la falesia.
Anche Renè è salito a provarla qualche tempo fa assieme a noi, trovando la via di suo gradimento.
Riguardo al nome il nostro entusiasmo ci ha portati a battezzarla “CATENE A BORDO” (lascio a voi scoprire il perché) anche se per volontà del chiodatore sarà ufficialmente conosciuta come “ ‘L COUP ‘D ROURE” così come si legge scritto alla sua base, sotto la partenza di SUDOKU.

E aggiungerei anche  per il giusto rispetto di chi è arrivato prima di noi!
Oggi “ 'L COUP 'D ROURE” cessa di essere progetto, prima uno e poi l’altro abbiamo liberato la via, gradandola 8a.
Così con soddisfazione possiamo annunciare una nuova via di ottavo grado nella falesia di Rore e quindi nel nostro caro cuneese!
Abbiamo deciso di lasciare i rinvii in posto per invogliare altri scalatori a provare il tiro...

   

Lorenzo De Bonis

SCHEDA TECNICA:

Nome:  ‘L COUP ‘D ROURE
Grado: 8a
Numero movimenti: circa 20 esclusa prima parte di via SUDOKU 6c+ ( prima catena 6a+)
Numero rinvii: 5 con maillon in posto (esclusa prima parte)
Chiodatura: tasselli fix 10mm con placchette Camp alluminio,  chiodatura tradizionale invariata
Lunghezza : 30mt (totale) – 12mt (esclusa prima parte)
Prima libera: Lorenzo De Bonis/Seve Scassa 22 Dicembre 2011
Descrizione : Arrampicata fisica in tetto con lunghi bloccaggi

 

 
 

Portfolio:Campionato Italiano di arrampicata sportiva - Vigili del Fuoco - 2010

Grande soddisfazione a Valdagno per il Comando dei Vigile del fuoco di Cuneo per la vittoria di due loro atleti.

Lo scorso fine settimana (24 e 25 settembre) si è svolto a Valdagno (Vi) il secondo campionato italiano di arrampicata sportiva Vigili del fuoco.

Grande successo e soddisfazione per il comando di Cuneo e per la sua provincia, che ha  conquistato i titoli di campione italiano assoluto e campione di categoria, con il vigile discontinuo Severino Scassa. L'atleta cuneese ha sbaragliando la concorrenza di 80 atleti provenienti da 15 province italiane.

Il titolo di campionessa italiana è andato alla vigile discontinuo del comando di Cuneo Lucia Tosi. Il titolo a squadre è invece stato vinto dal comando di Vicenza, organizzatore della manifestazione. Ottimo 8° posto per il comando provinciale di Cuneo che spera di migliorarsi nella nella prossima edizione.

Severino Scassa è un volto noto dell'arrampicata sportiva italiana e mondiale. Nato ad Asti ma cunnese di adozione è stat campione italiano nel 1991 e ha partecipato a molte competizioni internazionali. Ma sopratutto è nota la sua opera di chiodatura e di salita di molte vie difficili in falesia.  Nel 1993 si dedica all’apertura di numerose vie e realizza per la prima volta al mondo, una via di 8c nella giornata (le Plafond a Volx, successivamente valutata 8b+) e ad Andonno realizza la prima via Italiana di 8c+: “Noia”. Negli anni successivi rimane sempre ai vertici delle classifiche mondiali di arrampicata. L’intensa attività di chiodatura porta la realizzazione di circa 80 nuove vie, disseminate tra Andonno, Folchi, Pianbernardo.

 B.P.

www.campioni.cn

 
 

Falesie No Big

 

- Colle dei Morti, relazione di Giuseppe De Franco, aggiornata a Settembre 2009;

- Lago di S.Anna di Vinadio, relazione di Giuseppe De Franco e Bruno Milano, aggiornata a Settembre 2010.
 

 

PDF/Falesia Del Colle dei Morti.pdf

 


PDF/Falesia del Lago di S.Anna.pdf

 
 

Nuove vie nel settore La Grotte a La Brigue (Francia)

Quando si parla della falesia di La Brigue (Alta Valle Roya) vengono in mente i muri verticali di calcare grigio, i passaggi in placca, insomma una scalata se vogliamo un po’ vecchio stile.  Sono pochi coloro che sanno...

 

Report, topo e portfolio in "crags"

 
 

Severino Scassa

ANDONNO E CUNEESE
Falesie e vie moderne

E' uscita la guida!

406 pagine, lingua ITA/ENG. 77 falesie dalla Valle Po alla Valle Pennavaria e, oltreconfine, la Valle Roya (FRA) con le falesie del Colle di Tenda, Discoteca, Arimonda, Casterino, La Brigue, La Bergerie, Sospel e Castillon.

Dove acquistarla:

nei negozi specializzati oppure su internet sul sito:

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Seve Scassa in compagnia dell'amico Axel Franco in "Discoteca"

Seve su "Techno" 8c liberato nel 1999

 
 

"ASPETTANDO LA COMETA"

Climbing Marathon

Domenica 13 Dicembre al C.A.T.  Centro Arrampicata Torino Palabraccini

Severino Scassa: il tracciatore delle vie per la categoria TOP!

Siete pronti? Siete allenati? "Tenetevi forte"!

 

 
 

ANDONNO E CUNEESE
Falesie e vie moderne
di Severino Scassa

Non solo Andonno, ma tutte le falesie e le vie a spit delle valli Gesso, Po, Tanaro e Stura, fino a quella parte di Francia ancora ortograficametne italiana: la valle Roja e poi giù verso il mare della Liguria con la Val Pennavaire e le stupende pareti di calcare del Mongioie.

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Pianbernardo settore sinistro: il video di Severino Scassa su "Orango Trango" 8b.

GUARDA IL VIDEO

 

 

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